Qui alla sinistra del blog, trovate un simpatico giochino chiamato politometro... L'ho trovato sul sito di Repubblica, dove ti vengono proposte una serie di domande su vari temi politici e dove poi, alla fine, a seconda delle risposte date, il tuo avatar ( nel caso mio l'omino felice...) (non berlusconi... l'altro, quello senza le orecchie deformi...) il tuo avatar dicevo viene posizionato sugli assi cartesiani indicando l'eventuale vicinanza con qualche partito... Ora... No che io avessi avuto dei dubbi... Ma a questo punto, dopo questo simpatico giochino, secondo voi... chi dovrei votare???
Ci sono ricette che riescono sempre. Indipendentemente dalle difficoltà di preparazione e dalla mancanza di ingredienti. E come tali ricette, altre alchimie hanno la magica proprietà di essere sempre buone e salutari. Ieri, in un cinema ormai Moderno solo per nome, un Nonno e un Poeta hanno radunato attorno a loro una folla di gente affamata. Affamata di risposte, di calore, di giustizia, di sentimento della collettività. Il Nonno e il Poeta hanno raccontato una storia a questa folla affamata. Una storia né troppo fantasiosa, né tropo poetica, né troppo antica. Solo terribilmente vera. La storia è difficile da digerire, perché in fondo, la folla la conosce già: da sempre. Tutti dovrebbero conoscere la storia, dice il Nonno, se no la poesia non la capisce nessuno. Questa storia sfama, non sazia di certo la folla affamata, ma dà ad essa una forza grande, una speranza di riuscire un giorno a riempire un po’ lo stomaco. Ieri, un Nonno e un Poeta ci hanno raccontato una storia, e ci hanno dato la ricetta per poterla fare da soli, un domani, la Storia.
Come dice il protagonista di un MASTERPIECE della cinematografia americana degli ultimi anni “la Tempra Morale è avere qualcuno per il quale valga la pena di rischiare il tutto e per tutto, anche al rischio di mettere in pericolo quello che si è costruito fino a quel momento.”
Già, credo che queste parole dicano una grande verità. Non è facile trovare quel “qualcuno” che ti fa piangere, ridere, incazzare come una bestia e farti venire le lacrime agli occhi con un solo sguardo o una carezza. Lorenzo dice che è merito “di tutti quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi”. Io lo capisco negli sguardi, nei gesti e nelle parole di alcune persone che ho vicino nella mia vita e per le quali sono estremamente felice.
Ci sono quelli che hanno trovato il proprio “qualcuno”, quelli che avevo creduto di averlo trovato, illudendosi e poi dovendosi ricredere, quelli che non lo hanno mai cercato e quelli che si accontentano di ciò che hanno.
Beh, il rischio vale sempre la candela, se si crede veramente tanto in una persona. E allora non si deve mai smettere di cercare ciò che si vuole e se poi sarà una vana illusione e ci verrà sbattuta la porta in faccia, l’importante è sapere di aver dato tutto e di non essersi MAI risparmiati nei propri sentimenti.
P.S. Ah, il MASTERPIECE è “La ragazza della porta accanto” … Mi ha fatto pensare tanto, e poi ha una colonna sonora fantastica!
Come stupirsi di ciò che ha fatto Mastella? Dobbiamo ricordare chi è e cosa ha fatto in passato?? Io sono sicura che ora l’Udeur sposerà nuovamente la politica Berluskoniana..e chi lo sa che questa cosa non fosse già programmata da tempo??Io la mano sul fuoco non la metterei di certo.. Prima di tutto Mastella arriva dalle file della democrazia cristiana, e già questo dovrebbe illuminarci.. I suoi trascorsi giornalistici lavorativi li possiamo risparmiare giusto? Poi, e solo questo dovrebbe bastare per non fidarsi di uno così, è stato ministro del lavoro nel primo governo Berluskoni… ragazzi stiamo scherzando??? Era pronto a rivedere la legge 194 sull’aborto… insomma! Evito di continuare l’elenco delle sue stronzate, tanto visto il periodo le troverete ovunque.
Tuttavia io non voglio che cada il governo.. se si va alle elezioni ora quasi sicuramente il Paese torna nelle mani di Berlusconi.. e poi??
Me lo dite dove cazzo andiamo a finire?????
Vi prego non rispondetemi cose scontate del tipo: ah allora ti accontenti di questo mezzo governo e cose così piuttosto datemi contro e ribattete con soluzioni valide e alternative..
Io credo che uno dei problemi più grossi dell’Italia sia il poco spazio che viene dato ai giovani…credo che la soluzione stia in un riciclo di politici accompagnato… Accompagnato nel senso che coloro che hanno esperienza pluridecennale nel campo potrebbero aiutare i giovani a inserirsi. A nostra volta noi ragazzi potremmo portare idee fresche e nuove, soluzioni creative ma concrete ai problemi che opprimono la società..
Questo mio post vuole essere un po’ una provocazione per tutti, giovani e vecchi, di destra e di sinistra. Dobbiamo smetterla di guardare e lasciare che gli altri vivano la nostra storia.. Basta fare gli spettatori..
Non sempre su questo blog ci occupiamo dell’attualità, ci proviamo ma spesso passano via le cose d’attualità e diventano vecchie prima che noi riusciamo a scrivere. Questa non voglio farmela scappare. Ieri si è aperto l’anno accademico alla Sapienza a Roma. Sì. Sto per parlare del papa. O meglio. Sto per parlare di come al solito la gente faccia le cose al contrario. Sappiamo tutti che il nostro non è un paese libero, che ci sono dei poteri forti che impediscono da sempre alla maggioranza di esprimersi e alla minoranza di esistere. Uno tra questi è il Vaticano. Attenzione. Non parlo dei preti, non parlo della religione cristiana. Parlo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. E del potere politico, economico, sociale che questa struttura ha da sempre in Italia. E da sempre, fortunatamente, c’è chi si oppone a tale entità. Fortunatamente dico, perché è giusto che ci sia la dovuta alterità, la dovuta possibilità di parlare liberamente, di avere un dibattito dialogico tra le parti al fine di riuscire a costruire qualcosa, o soltanto con l’intento di confutare, civilmente, le teorie altrui. Questo non è accaduto ieri. Non è accaduto perché, mossi da una ondata di eccessiva frenesia, professori e studenti hanno impedito al Ratzi di parlare. E questo non si fa. Ci si imbavaglia ( come hanno fatto gli studenti cattolici ieri…), si manifesta civilmente fuori dall’aula magna, si ascolta e poi si replica, si scrive un bel manifesto, uno striscione… Si fa quello che vi pare ma non si può non far parlare il papa… Perché altrimenti lo si trasforma in un martire. Si fa il suo, il loro gioco; si impedisce a chi fa della laicità dello stato un suo obiettivo politico, di poter obiettare serenamente sulla visita del pontefice in un’università statale; si da spunto ai soliti beceri della politica, ai bianchi, ai fascisti, per additare per accusare per invocare la somma vergogna. Si fa in poche parole, le cose al contrario. Appena ho sentito delle manifestazioni contro Ratzinger ho pensato: “Se Benny vuole vincere, basta che rinunci ad andare…” Si tratta di un clamoroso caso di vittoria a tavolino per chi non si presenta. E così, per l’ennesimo eccesso di desiderio di libertà, ci siamo trovati di nuovo con il culo per terra. Senza dimenticare che Joseph è considerato a livello mondiale un teologo importantissimo ( non commenterò questa cosa…) e che impedire ad un pensatore, indipendentemente dalla sua opinione, di parlare è un dato gravissimo. Un saggio una volta ha detto ( più o meno): “Mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimere il tuo pensiero”. Sarebbe doveva essere questa la lezione che questi estremisti laici dovevano tenere a memoria. Nella speranza che poi un giorno se lo ricordi pure il papa…
Ps: il papa ha suscitato grandi polemiche con la dichiarazione ( poi ritratta e distorta stile Silvio Gerlusconi…) sul processo a Galilei… Secondo Benny il processo fu legittimo. Indipendentemente dalla gravità della cosa, ricordiamo che Giovanni Paolo II aveva chiesto scusa a tutta la comunità scientifica mondiale per tale processo. Quindi, il simpatico Ratzy si è pure divertito a smentire il suo predecessore. Ma la cosa più assurda è stata come questo sia stato strumentalizzato dalle televisioni: quando i professori e gli studenti ( che come ho detto sopra hanno parecchie colpe) hanno ribattuto a tale assurdo concetto, i media hanno approfittato della cosa trasmettendo a noi poveri guardoni televisivi un messaggio distorto, facendo sembrare che erano stati i docenti e gli studenti a tirare fuori questa storia di punto in bianco, come se fosse quello il vero motivo della protesta… Ora… Vogliamo commentare oltre o stendiamo, come dice il saggio, un pelo vietoso??
PPs: Se poi il papa non ha potuto parlare, al massimo avrà fatto pari con Luttazzi…
A volte la vita è strana. Vero. Ad un certo punto incontri un’amica che non vedi da anni. Con la quale sei cresciuta e con la quale condividi ricordi belli e brutti della tua infanzia. Avventure nascoste. Reconditi segreti di crescita.
Vi siete divise non per litigi o brusche rotture. Solo prendendo strade diverse in città diverse… a volte succede.
Eppure quando la rivedi, riesci a essere sempre te stessa. Rotto il ghiaccio e fatte le confessioni più imbarazzanti o difficili, tutto torna come prima. Anzi, meglio di prima perché in te è maturato qualcosa. E anche in lei. Forse la consapevolezza di essere diventate delle donne. Noi, le eterne Peter Pan.
Allora il fluire di parole sarà frenetico e dolce al contempo. Proverai desiderio di non fermarti più. Di parlare parlare parlare. Per recuperare un tempo forse ormai perduto. La curiosità e la voglia di far conoscere all’altra persona aspetti intimi della tua storia di vita si intrecciano a tal punto che ti trovi alle tre di notte senza nemmeno accorgerti. Tra il fumo di una sigaretta e un bicchiere di vino rosso il tempo passa. Le confidenze si fanno sempre più profonde e tu ti senti come libera da un peso. Che bello scoprire che questa tua amica può capire. Che bello scoprire che in lei non c’è nessuna intenzione di giudicare la tua vita. Lei ha solo voglia di ascoltarti. Di ritrovare quella complicità che avevate durante le ore pomeridiane passate a giocare a calcio e nascondino. Di risentire quell’emozione provata a leggere libri di paura alla flebile luce di una candela in una lontana notte stellata di agosto.
La gente si prende toppo sul serio. Questo è un male grave della nostra società. Da sempre. Penso che sia una sorta di sindrome del “pisello piccolo”, nel senso che la gente non essendo completamente convinta di se stessa, delle sue idee, della sua anima, non riesce a vivere “scherzandoci su”, e si costruisce una maschera di “serietà” e adulthood che ha il solo scopo di dare un minimo di credibilità all’apparato misero che costituisce l’io della persona. Questa “serietà” è stato un male che ha colpito il nostro paese negli anni ’70, un periodo in cui tutto ciò che aveva importanza doveva essere ricoperto da un alone di musoneria, cupa tristezza e impassibile distacco. Ecco allora che sono nati i cantautori, artisti che hanno fatto la storia della musica italiana e a cui dobbiamo opere immortali, legate ai movimenti politici di quegli anni e all’impegno che guidava ogni fase della vita di allora. Essere seri e adulti era la legge. Se non eri così, voleva dire che non eri impegnato, che eri un qualunquista, un codardo, un servo del padrone o, ancora peggio, un immaturo e irresponsabile uomo fuori dalla politica, senza niente da dire e poco più che un buffone. Questa era la definizione di Rino Gaetano. Questa era l’accusa che veniva spesso mossa al cantante. Di non essere impegnato, di essere un furbo. I suoi testi non erano certo affreschi di partito, non erano certo manifesti per la lotta operaia, non erano istruzioni per la rivoluzione. Infatti erano testi veri. Nel suo assurdo e nel suo non-sense, Gaetano riusciva a disegnare perfettamente quello che l’Italia era, nel suo profondo, dietro alle maschere di serietà. Ma non solo. Scanzonatamente, Rino riusciva a vedere ciò che sarebbe successo, quanto, paradossalmente, il nostro piccolo paese sarebbe diventato ancora più piccolo e meschino. E faceva male. Faceva male a chi lo ascoltava, perché questa gente “seria” si sentiva spogliata, smascherata, con il culo per terra, senza più niente da osannare perché, nelle canzoni di Rino, niente era osannabile. Ogni cosa perdeva il suo alone di serietà, tornava ad essere quello che in verità era, riacquistando verità e sincerità. La gente aveva paura di lui, perché era sincero e nelle sue storielle assurde riusciva a raccontare l’Italia di allora, di oggi e di domani meglio di qualunque altro “serio poeta” della canzone. Ascoltando oggi canzoni come “Ok papà”, “Fabbricando case”,. “Nuntereggae più”, “Aida”, “Rare Tracce”, “La 1100” ( solo per citarna alcune) sembra di sentire testi scritti domani. E questo è un potere grande che soltanto i geni riescono ad avere. Anche se credo che lui più che genio si sarebbe definito pazzo, o più semplicemente “poco serio”…
Una volta i videogiochi da sala andavano con le 100 lire… Poi con le 200… 500… Mille e così via… Quando ero piccolo passo le ore a guardare quelli più grandi che giocavano… (passo molto tempo anche adesso a guardare gli altri “più grandi” che “giocano”…) Al mare, d’estate, andavo sia nella fumosa sala giochi fatta di lamiere, che nel bagno vicino, sulla spiaggia… Lì, c’era un gioco, in cui impersonavi un eroe dei fumetti: Batman, Uomo Ragno, Superman… Mescolati liberamente, eroi Marvel e DC combattevano in un bel picchiaduro a scorrimento… Io sceglievo sempre Capitan America. Saranno stati i colori, la musichetta che lo accompagnava… Lo scudo. Ma a me piccolo piaceva. A me grande no. Oggettivamente, non è facile per uno come me farsi stare simpatico un tizio di nome Capitan America… Troppo soldato, troppo perfetto, troppo filogovernativo... Ho sempre letto gli X-Men, borderline per eccellenza: non riuscivo a farmi piacere altro… Tanto meno un biondino belloccio in calzamaglia che ha fatto la Seconda Guerra Mondiale e che va in giro a fare il saluto militare. Poi un giorno è scoppiata la Guerra Civile. Un evento politico all’interno di un fumetto. Un po’ come se a Topolinia indicessero il referendum sull’aborto. I supereroi devono registrarsi, rendere pubblica la loro identità, diventare o agenti del governo oppure fuorilegge. Prima che cominciassero le storie davo per scontato che il Cap sarebbe stato con Gorge W. ( sì, si vede anche lui nei fumetti: e poi dicono che non sono truculenti…) … Ma poi: sorpresa! Steve Rogers (anche il nome è insulso…) scappa e si ribella a questa legge fascista, sostenendo che la libertà di difendere l’America non deve sottostare alla legge di nessuno, e non deve esporre i bravi eroi alle eventuali ritorsioni che i supercriminali potrebbero attuare sulle loro famiglie… Zia May, la “mamma” dell’Uomo Ragno, è rimasta vittima di un attentato da parte di un cecchino, dopo che Peter ha mostrato il suo volto in Mondovisione… Il Cap si è ribellato contro il governo, ma solo per impersonare fino in fondo lo spirito dell’America che lui rappresenta: un’America libera, dove ognuno può diventare eroe, soltanto utilizzando al meglio le sue capacità, i suoi “superpoteri”… Liberamente… Oggi, Capitan America è morto. Ucciso mentre veniva condotto in tribunale per essere processato. Come un traditore. Un colpo di pistola lo ha finito. Ha spento l’eroe, e con lui quel poco che rimaneva dell’America Libera. E nemmeno io ho più le 100 lire per ricominciare un’altra partita…
Sono molto molto molto arrabbiata. L’altra mattina stavo andando in università e il treno si stava per fermare nella stazione di Verona. Stavo sonnecchiando quando ho realizzato che dopo pochi istanti sarei dovuta scendere. Nella mia stessa carrozza viaggiavano un gruppo di ragazzi e uomini africani e alcuni studenti italiani quindicenni. A svegliarmi è stata una voce squillante che diceva: “Sporchi negri.. ah ah ah..”. Ho aperto gli occhi e ho realizzato che il mio non era un incubo. Un ragazzino, spalleggiato dai suoi compagni, diceva delle assurdità. Stropicciandomi gli occhi incredula ho poi sentito queste altre parole provenire dalla sua bocca: “Sporchi negri.. ah ah ah.. Dovete bruciare tutti al rogo”. Nemmeno il tempo di reagire che il treno si è fermato le porte si sono aperte e nel giro di un nano secondo il ragazzino era sparito. Sono riuscita solo a dirgli che era uno stupido e ho chiesto scusa io a quei ragazzi che nemmeno hanno reagito. Anche loro come me stavano dormendo. Solo uno di loro ha detto al ragazzino di tacere. Avrei voluto dare una lavata di testa a quel piccolo moccioso ignorante. E invece sono rimasta come impotente davanti a queste sue parole dicendomi che non era possibile.. che ciò che stavo vivendo era irreale.. la mia solita fantasia che mi fa immaginare scene inesistenti.. stavolta dovevo essermi immedesimata troppo nella mia tragedia mentale!!... Invece no.
Camminando e pensando ho attraversato la città di Verona. Quelle parole quella scena continuavano (e continuano) a martellare il mio cervello. Mi domando il perché! Mi chiedo chi mai può averti insegnato a essere così merda? I tuoi genitori? Qualche amico? Poi ad un tratto mi volto e vedo una panchina strana.. come divisa a metà..si.. Ha un bracciolo anche in mezzo.. Penso che non abbia più molto senso chiamarla panchina ma continuo per la mia strada con altre domande che ronzano nella mia testa.. Il giorno seguente leggo su LaStampa.. “Verona sperimenta le panchine anti-barbone.
Hanno i braccioli sia alle estremità e sopratutto in mezzo: sono le nuove panchine che il Sindaco di Verona, Flavio Tosi, sta facendo sistemare in città. Spariranno quindi le classiche panche, dove sbandati, barboni e poveri, si sistemavano per riposare”.
ECCO… all’improvviso tutto era più chiaro..nella mia mente sono arrivate le risposte a quelle domande che mi hanno tormentata per ore intere.
Nome: Amurak Sono il terrore che svolazza nella notte... Sono il semaforo impazzito che rallenta i vostri loschi traffici... Sono il colesterolo che blocca le arterie del crimine... Io sono...
Svegliarmi, Dire cose Intelligenti, le Code agli Sportelli, chi pensa che la Filosofia sia Inutile, la Folla, Dan Brown, il mio vicino..., Rex, tutti i programmi che guarda la mia mamma, gli esami di Informatica, la Matematica, la P2 e derivati ( se sapete a cosa faccio riferimento bene... se no male...molto male...), Tiromancino, Muccino grande e piccolo, Chi parla a vanvera, chi spende un sacco di soldi per le macchine, i maschilisti... e 10000 cose ancora...
Elio e le Storie Tese, Premiata Forneria Marconi, De Andrè, Battisti, Guns 'n' Roses, Dream Theater, Creadence Clearwater Revival, Timoria (ma i primi album... i primissimi...), Negrita (ma i primi album...), Queen, Beatles, Jethro Tull, Mirah, Daniele Silvestri, Giovanna Marini, Cammariere, Caparezza, Deep Purple, Quintorigo, Battiato.. Ma ricordate bene che io amo le canzoni e non gli autori... e qui non posso elencare tutte le canzoni che amo...
B o o k s
Ogni cosa scritta da Lovecraft, Dragonlance, la Pentalogia del Prisma, la Pentalogia di Excalibur, Il Signore degli Anelli, Ogni cosa scritta da Giobbe Covatta, Narnia, Saghe e Miti Nordici, Vampiri e Lupi Mannari, troppa roba sulla mitologia in genere... troppa..., il Canto di Acchiappacoda, la Società dei Gatti Assassini, Pinocchio, Terra!, Visioni, The Wasteland, Scrivere è Viaggiare, L'Arte della Guerra, 1984, Il Mondo Nuovo, Il Mago di Oz, La Trilogia della Spada di Ghiaccio,i Racconti di Buzzati, Le Cinque Stirpi, Luttazzi, Tre uomini in barca, Bestie, De Crescenzo, Operette Morali, Fiabe dei Grimm, Tutti i miei adorati libri di Antropologia e di Storia delle Tradizioni Popolari... e tanto e tanto altro...
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